Questa è l’intervista fatta a Lorella Orlando, Master Trainer nonché Responsabile Area Produzione e Customer Care di Tribeke, in cui raccontiamo la sua storia per la rubrica #storiedatribeker.

Come hai conosciuto Dan?

Lo conoscevo già di nome in quanto Superesperto Ebay, ed entro in contatto con lui per la prima volta nel settembre 2009: in quel periodo lavoravo in un’altra società di formazione che in quegli anni rivestiva un ruolo importante nel portare in Italia uno dei più conosciuti formatori motivazionali americani, Anthony “Tony” Robbins.

Proprio durante uno degli eventi di Robbins, mentre mi occupavo del customer care, incontravo per la prima volta Dan, il quale partecipava all’evento come formatore di alto profilo in qualità di super esperto Ebay.

Se gli altri formatori presenti all’evento esibivano atteggiamenti un po’ altezzosi, quello che mi aveva colpito immediatamente di Dan era il fatto che mi guardasse negli occhi e si interessasse a me, da persona umana a persona umana.

“Ah, allora c’è vita su Marte” ricordo di aver pensato.

Dopo quell’episodio, come sei tornata in contatto con lui?

Successivamente, nel febbraio 2010, ho reincontrato Dan durante una giornata di training aziendale, dove era stato chiamato per formare me e gli allora collaboratori sull’uso degli strumenti digitali e dei social network.

Un’altra cosa che mi aveva colpito in quel secondo incontro era stata l’innata capacità di dare tantissimi contenuti pratici ed, allo stesso tempo, di collegare gli strumenti a cose mai sentite prima, che mi avevano aperto un mondo nuovo distante dalla “classica” formazione che avevo sperimentato negli anni passati: per fare un ossimoro, Dan nell’essere pratico era spirituale.

Durante l’estate del 2010, ad un altro evento di Tony Robbins conoscevo un collaboratore di Dan, Max Repici, con il quale era scoccata la scintilla: ci siamo frequentati per qualche mese, fino ad ottobre di quell’anno, quando abbiamo deciso di metterci insieme.

Wow, emozionante! Quindi è iniziata così la vostra storia! Ma non abitavate lontani? Come avete fatto?

Qualche giorno dopo, Max mi invitava al Web Training Lab a Roma (il capostipite dell’attuale Freedom, l’evento che permette di entrare in contatto per la prima volta dal vivo) e lì, dopo 3 giorni intensissimi in cui ero rimasta ancora più folgorata da Dan e dal suo mix di concretezza, strumenti e capacità di andare oltre, che decidevo di intraprendere il percorso Mastery.

Dopodiché, arrivava la domanda galeotta di Max: “Sei pronta a seguire il coniglio bianco?”

“Sì” gli rispondevo subito

“Allora vieni con me a Torino per una settimana!”

Dopo essere andata con lui per una settimana, al momento della partenza, Dan mi disse “Vieni Lorella, andiamo a prendere il cappuccino” che, in gergo, il fantomatico cappuccino equivaleva ad un momento in cui si prendevano decisioni importanti per la propria vita.

In quel momento, come un fiume in piena venivano a galla tutte le mie dinamiche comportamentali: di come mi sentissi in colpa per la morte di mia mamma 10 anni prima mentre ero all’università, di come la mia famiglia fosse in difficoltà e io volessi dare loro supporto senza che mi avessero effettivamente chiesto aiuto…in quel momento, avrei sacrificato e sprecato la mia vita, con l’intento di smorzare il senso di colpa che avevo nei loro confronti.

Dan mi aveva fatto riflettere e focalizzare su cosa potessi realmente fare per loro e cosa volessi davvero realizzare nella mia vita, così avevo preso la decisione di tornare a casa a Massafra per un periodo per sistemare quello che era sotto il mio controllo, dopodichè mi sarei trasferita a Torino.

Accidenti, una decisione davvero importante. Quindi hai preso “armi e bagagli” e ti sei trasferita a Torino? Sapevi che avresti lavorato con Dan?

Sì, sono partita con il minimo indispensabile, ma prima di fare questo ho scelto di terminare il rapporto lavorativo che avevo, dato il mio imminente trasferimento.

In realtà, io sono partita senza avere nessuna aspettativa di lavorare con Dan anzi, ero nell’ottica che mi sarei trovata un altro lavoro a Torino, sicura delle mie capacità e del fatto che me la sarei cavata.

Invece, una volta a Torino, Dan mi ha proposto di iniziare a lavorare nel neo-nato Bogiatto Group che aveva appena cambiato nome dalla precedente Daniele Bogiatto Company, che mi ha portato negli anni a tantissime soddisfazioni professionali: il contatto continuo e costante con Dan mi ha permesso di sviluppare il mio talento in ambito commerciale fino a diventare, per qualche anno, direttore commerciale, ottenendo risultati straordinari ed anche inaspettati.

 

Fantastico, davvero. E invece a livello comportamentale come è cambiata la tua vita?

È stato un lungo viaggio per conoscere me stessa: il tema del viaggio come ricerca filosofica mi ha sempre affascinato, soprattutto il fatto di esplorare se stessi, tant’è che da ragazza è stata la mia tesina di maturità!

Da quando ho conosciuto Dan e Jenny, partecipando a tutti gli eventi, in particolare quelli riservati al team, con una formazione di altissimo profilo, ho percepito ancora di più il viaggio alla scoperta di se stessi in stile Odissea, dove si incontrano anche ostacoli e lati oscuri.

Sono andata alla scoperta del mio copione comportamentale, mi sono scontrata con i limiti comportamentali provenienti dalla mia famiglia di origine, è stato tutto un decostruire ciò che avevo imparato e ricostruire con basi nuove.

Sono anche arrivata a smentire l’idea che avevo, cioè che l’amore vero non esistesse:

il rapporto tra i genitori non era idilliaco, e con le mie esperienze precedenti ero convinta che l’amore vero non esistesse per niente e che le coppie si dovessero “sopportare” a vicenda ed essere comunque infelici.

Vedendo una coppia così tanto innamorata come Dan e Jenny, ho compreso che quello che pensavo sull’amore era solo il mio filtro…

Avere avuto accanto dei mentori come loro sulla parte sentimentale, è quello che ha contribuito a rendere la mia una famiglia felice, dopo 7 anni io e Max siamo più innamorati di quando ci siamo conosciuti.

Sicuramente imparare a leggere i miei limiti, ed in alcuni casi a disinnescare i meccanismi e fare qualcosa di nuovo, ha contribuito a rendere il mio copione primario (cioè quello che mi sarebbe aspettato) molto diverso da quello di oggi che sto ricostruendo, pezzo per pezzo.

Quindi hai realizzato i tuoi sogni?

La vita che vivo oggi è quella che ho sempre desiderato.

Da ragazza, ho sempre voluto una vita piena di avventure, in viaggio con le persone che amo, incontrando persone di valore.

Nel 2007, lanciando un’intenzione (anche se non sapevo ancora cosa fosse), avevo scritto che il mio sogno era dire “si vola” il più spesso possibile.

In 8 anni ho fatto esperienze, sono diventata mamma di Maya, che a soli 5 anni ha visitato quasi 20 paesi del mondo, ed è un grande orgoglio per me dare l’opportunità a Maya di evolversi, di acquisire una coscienza più elevata come generazione, che possa aiutare il mondo del futuro.

Ora mi ritengo una persona fiduciosa verso la vita, che ha compreso anche la differenza di aver scelto di avere in una tribù: da soli si ottengono risultati ma si è comunque privi di qualcosa, mentre con la forza del gruppo tutto è più grande e raggiungibile.

Ho saputo che hai scelto di partorire Maya negli Stati Uniti. Cosa ti e vi ha portato a fare questa scelta poco convenzionale?

Io e Max abbiamo preso questa decisione per dare una cittadinanza in più a Maya, che nella vita può sempre essere utile.

Per me è stata una grande prova e un’avventura, come per esempio il fatto di passare la dogana cercando di nascondere il pancione, dato che avrebbero potuto anche rifiutarmi l’accesso.

Oppure anche le questioni mediche: il mio inglese allora era molto molto basico e mi sono ingegnata per trovare delle soluzioni creative per comprendere al meglio le informazioni e gli esami quando andavo dal medico, per esempio comprando lo stesso libro sulla gravidanza sia in inglese che in italiano e facendomi indicare le cose sul libro inglese per andarle a leggere in italiano.

Come ogni mamma può comprendere, nel momento in cui si porta in sé un’altra vita ci si sente creative ed allo stesso tempo fragili, in pensiero per il bambino: in quei momenti ho attinto a tutta la mia forza vitale e applicato la resilienza per gestire al meglio ogni situazione di rischio.

Che cosa consiglieresti a chi sente di voler cambiare la vita che sta vivendo, che non si accontenta e vorrebbe di più?

Innanzitutto, fai bene oggi quello di cui ti stai occupando.

Il motore di tutto è l’amore per quello che fai, se non c’è quello, non riuscirai a mettere amore anche facendo quello che ami

Le risorse sono la vera chiave di volta, quello che fai oggi fallo con tutto te stesso: se lo farai bene ti dai opportunità per realizzare quello che vuoi fare veramente.

Le persone che non lo mettono in pratica, quando faranno il lavoro che amano, metteranno comunque in campo svogliatezza.

Io stessa ammetto, pur amando il mio lavoro, che ci sono tanti pezzi che trovo noiosi, o complicati e in molti momenti non mi sono trovata bene, l’importante è quindi accogliere questa emozione, per stare in contatto con fatto di non cercare sempre la perfezione.

Nell’altra società per cui lavoravo, con uno dei miei responsabili non mi trovavo bene, e mentre gli altri mi esortavano a lasciar perdere e cercare un altro posto, all’improvviso ho avuto un insight: “io non vado via, perché se non lo affronto ora, troverò un altro posto con le stesse difficoltà” mi sono detta, “io lo affronto oggi e cerco una soluzione nuova”.

È lì che sono diventata una professionista di alto profilo, portato la consapevolezza sul fatto che è inutile deresponsabilizzare, il 50% di ciò che accade è sempre causa mia, e sta a me trovare una nuova chiave per affrontarlo.

La vita è magica, e se per caso di fronte trovi una persona che ti potrebbe aprire una porta in ambito professionale, devi essere una persona presente, appassionata, lucida, quella che ogni mentore vorrebbe.

Questo vale per tutte le categorie, imprenditori, liberi professionisti e dipendenti naturalmente, ed è quello che fatto la differenza nella mia vita, professionale e anche personale.

 

Giulia Prato

Professionista del Team Tribeke, si occupa di marketing, ed è specializzata in copywriting.

È appassionata di tutto ciò che riguarda la scrittura e le parole in generale (parla 5 lingue) e con Tribeke realizza ogni giorno una vita straordinaria, viaggiando e vivendo dove vuole insieme alle persone che ama.

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