Questa è l’intervista fatta a Max Repici, Master Trainer e Creative Director di Tribeke, in cui raccontiamo la sua storia per la rubrica #storiedatribeker.

 

Da quanto tempo sei nel Team Tribeke e come sei arrivato in contatto con Dan e Jenny e, di conseguenza, con Tribeke?

Max: Classe 1980, nasco da madre saronnese e padre messinese, una cosa particolare dato che arrivo da due influenze che sono gli estremi d’Italia: da una parte la cultura milanese, dedita al lavoro prima di tutto, e dall’altra quella siciliana invece legata a un ritmo della vita più lento, a maggiore contatto tra le persone, maggiori relazioni e anche più empatia da quel punto di vista.

Diciamo che sono Tribeker probabilmente fin da quando sono nato, solo che non sapevo di esserlo, nel senso che sono cresciuto sempre con la sensazione che ci fosse qualcosa di più.

Perché tutto quello che mi veniva raccontato, quello che diceva la scuola, quello che vedevo in giro era solo una parte di ciò che effettivamente era possibile: tant’è che fin da giovanissimo sono sempre stato “tacciato” di grande creatività, testa fra le nuvole, di essere un sognatore perenne.

Sono entrato in contatto con Dan quando ancora eBay non esisteva e nemmeno il Bogiatto Group: sono entrato perché, per tutta una serie di miei percorsi personali, ero arrivato sostanzialmente a creare la mia azienda, a seguito del fatto, nel 2006, di essermi inventato un particolare tipo di serbatoio supplementare per il fuoristrada, di cui sono estremamente appassionato, così come per viaggi nel deserto, avventure e cose di questo tipo.

Diciamo che mi occupo di marketing da tantissimo tempo, quindi ho iniziato con la formazione e crescita personale più o meno attorno al 2001, ugualmente il marketing è sempre stato nelle mie vene fin da scuola.

Fai conto che io all’età di 17 anni ho aperto la mia prima associazione che era non a scopo di lucro col fine di organizzare eventi studenteschi: già in occasione del primo evento organizzato, andavo in giro con la mia bicicletta e la cartella a girare per negozianti a caccia di sponsor.

Il primo anno ho portato a casa 1,9 milioni di lire e il secondo anno sono passato direttamente a oltre 7 milioni di lire, questo “semplicemente” applicando tutto quello che mi piaceva, imparando e leggendo.

Nel 2006 mi inventavo questo serbatoio, e visto che il fuoristrada è un mercato di nicchia, i viaggiatori nell’ambito del fuoristrada sono una nicchia nella nicchia, il prodotto c’era e il mercato era quello corretto… aprivo un sito internet a cui affiancavo un e-commerce, credendo di essere a posto.

In realtà le cose non sono andate così, nel senso che, anche se ancora non c’era un massacro su Internet, sito ed e-commerce non erano sufficienti, era molto più complesso.

C’erano i forum di appassionati di fuoristrada, nel frattempo eBay mi faceva l’occhiolino, però ai tempi credevo che mettere i miei prodotti su eBay volesse dire svalutare un po’ il mio marchio e svalutare il prodotto, perché c’erano un po’ cani e porci lì.

Per questo motivo inizio a cercare di comprendere meglio, e ad un certo punto, tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, trovo questa eBay University: decido di partecipare e arrivo a Firenze nel marzo-aprile 2008.

Entro in questa sala di circa 350 persone e incontro questo fantomatico super esperto eBay di nome Daniele Bogiatto, che non avevo idea di chi di chi fosse, siccome a me interessava solo il concerto della University.

Seguendo la University mi rendo conto che, per la prima volta da quando avevo iniziato a fare formazione più o meno 8 anni prima, mi trovo davanti una persona molto pratica e pragmatica, in grado di trasferirmi immediatamente cose che posso applicare da subito.

Percui, in una delle pause decido di fare a gomitate tra la folla che circondava Daniele Bogiatto e allungo il braccio per dargli il mio biglietto da visita, e poi finisce lì.

Qualche giorno dopo ricevo una chiamata ed è proprio lui, è rimasto colpito e vuole fissare un appuntamento per cercare di capire che cosa si può fare.

Ai tempi la Daniele Bogiatto Company operava a fianco del suo ruolo di super esperto eBay, in ambito di consulenza per miscelazione tra mondo reale e mondo virtuale, per la creazione di modelli di business integrati.

Sostanzialmente, nel momento in cui facciamo l’appuntamento mi conferma ancora di più l’ottima impressione che avevo avuto su di lui: ugualmente in quel momento sento di non investire immediatamente dato il momento complesso con l’attività, per cui scelgo di rimandare e lascio passare qualche mese.

Poi arriva una sua chiamata, un giorno, in cui mi parla di questo corso a Londra “I segreti della mente milionaria” di T. Harv Eker” dicendomi “Guarda, secondo me è un corso decisamente interessante per te e dovresti venire”.

La mia attività stava iniziando a girare ma, ancora da un punto di vista economico, non c’erano i margini per affrontare un investimento di quel tipo che, seppur ridotto a circa €1500 tra corso e viaggio aereo, ugualmente per me era impegnativo.

Dan mi dice “Vieni anche se fossero anche gli ultimi soldi che hai” e io nell’arco di 2 ore gli dico “Ok ci sono” e la cosa incredibile è che, facendo quella mossa, mi sono guadagnato l’opportunità di fare i tre giorni di corso con Daniele bogiatto come buddy.

Io faccio tre giorni di corso con lui: da lì abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci meglio ed è nata un’amicizia.

Amicizia che poi mi ha portato nel 2009, momento in cui la mia attività era cresciuta ed io ero conosciuto in tutta Italia con la mia attività dei serbatoi: avevo assunto, ahimé, 4 dei miei amici (cosa che un imprenditore non dovrebbe mai fare), ma ancora non lo sapevo, e quello fu il primo errore.

Il secondo errore è che iniziai a diversificare la mia attività quindi mi infilai in un contratto incredibile che riuscii a chiudere anche grazie al lavoro con Dan: era un contratto di consulenza per un grande centro sportivo, bar, ristorante, discoteca per gestire tutto il marketing, la comunicazione esterna, la direzione artistica, che mi ha portato praticamente dopo l’estate del 2009 ad essere veramente in gravi difficoltà economiche.

Un giorno io e Dan andammo a prendere un gelato Häagen-Dazs (di cui lui andava matto) e, nel parcheggio di fronte al Blockbuster, parlando lui ad un certo punto mi disse “Ma in realtà che cosa ti tiene a Caronno (cioè il paese da cui dove sono cresciuto)?”.

“In realtà niente” gli risposi.

E allora lui mi disse “Se è così prendi tutto e trasferisciti a Torino”, dove all’epoca viveva.

Nell’arco di una settimana ero a Torino con il mio fuoristrada carico di tutta la mia roba e, da quel momento, non sono più tornato indietro.

 

Invece dopo esserti trasferito a Torino, le parti successive quali sono state? Cioè, che ruolo hai avuto tu nella nella creazione e fondazione di Tribeke?

Max: Nel momento in cui sono arrivato a Torino io non avevo idea di quello che avrei fatto perché Dan non mi aveva detto assolutamente niente: mi aveva messo davanti a quello che è il classico “salto nel buio” che, ugualmente poi confrontandoci tempo dopo e imparando la metodologia, non è un passaggio che puoi proporre a chiunque.

Le persone a cui proporre un salto nel buio, a prescindere che tu mi stia facendo una proposta per la tua azienda o una proposta per un salto di vita della persona, devono avere determinate caratteristiche e si devono trovare in determinate situazioni della propria vita, perché per la maggior parte di esse il “salto nel buio” è deleterio.

Per me invece non lo era: sostanzialmente nel momento in cui sono arrivato, non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto e, soprattutto, proprio per la mia situazione economica, le prime due settimane ho dormito in ufficio.

Quindi ai tempi, in cui c’era ancora il leggendario Web Garage, cioè il garage sotto il condominio di dove abitava Dan, la sera quando tutti se ne andavano, io srotolavo il mio sacco a pelo sul pavimento e mi mettevo lì a dormire, poi la mattina mi svegliavo prestissimo (perché non volevo che nessuno mi vedesse) e mi lavavo nel bagno del cortile del garage dove l’acqua calda non c’era…ed era il mese di novembre a Torino, giusto per darti un’idea,per cui io per le prime due settimane ho vissuto così.

La Daniele Bogiatto Company, nonostante si occupasse di creazione di modelli di business, ai tempi non aveva un vero e proprio comparto marketing, per cui ho iniziato immediatamente lì, all’inizio occupandomi di brand e marketing in generale che è sempre stato il mio filone in tutti questi anni: io mi sono sempre occupato di marketing e tutt’oggi lo faccio, questa è praticamente la mia verticalizzazione.

Dalla Daniele Bogiatto Company, nell’anno 2010, dopo aver avuto le più grandi società di formazione italiane come nostri clienti, dopo aver avuto oltre 5 milioni di persone con eBay, dopo aver fatto tutta una serie di cose di grandissimo livello… ci siamo resi conto che, anche noi, eravamo finiti nel cartello della formazione italiana.

Ad un certo punto Dan e Jenny presero la decisione definitiva del “noi da quella roba ci dobbiamo staccare” e mi ricordo ancora il passaggio, perché fecero questa riunione con tutto il team della allora Daniele Bogiatto Company, dicendo proprio di scegliere liberamente cosa fare: per chi fosse stato disposto a fare questo salto bene, per chi non lo fosse stato loro malgrado si sarebbero dovuti dividere.

Io ho creduto in quel salto e, nel momento in cui l’abbiamo fatto, siamo ripartiti col primo Web Training Lab che era a ottobre 2010 a Roma, nel retro del bar di un campeggio: da lì abbiamo iniziato a lavorare con quella che era la nostra maniera (nel caso di Dan e Jenny hanno ricominciato perché loro già lo facevano), a lavorare su quella che è l’evoluzione umana, per fare in modo di aiutare le persone ad accendere la propria consapevolezza, a rendersi conto che, seguendo in maniera automatica gli schemi che ci sono stati tramandati in questo mondo, molto probabilmente la nostra unica strada è quella di diventare sempre più schiavi, in una gabbia dalle sbarre dorate.

Dal 2010 al 2017 abbiamo fatto 7 anni, particolarmente intensi, di studio, ricerca, lavoro, applicazioni, per riuscire a trovare il messaggio corretto e il modo più chiaro possibile per far capire alle persone quale lavoro facevamo, perché la crescita personale non si addice, allora forse il concetto della formazione nel senso più pratico del termine? Neanche quello.

Semplice, per l’attività che facciamo non c’era una categoria che rappresentasse quello che effettivamente facevamo: per cui il lavoro di questi sette anni è stato sia cercare qual era il modo migliore per esprimere tutto questo, sia anche affinare le metodologie e gli approcci, per poter garantire la massima efficienza ed efficacia nella trasformazione ed evoluzione e raggiungimento di risultati.Questo ha portato nel grande lavoro che abbiamo fatto all’inizio del 2017 con la nascita di Tribeke che è la nascita di questa nuova categoria.

All’interno del team di oggi, ci sono tutte le persone che sono passate dagli eventi che noi chiamiamo le porte d’accesso e oggi si chiamano Freedom, ma prima si chiamavano Life Matrix Lab e prima ancora Web Training Lab: io non sono mai passato da quel varco perché ho contribuito anch’io a creare quella tipologia di eventi.

 

Concretamente, da quanto da quando sei entrato in contatto con Dan, come è cambiata la tua vita?

Max: Prima di entrare in contatto con lui, facevo quello di cui ero appassionato, quindi da quel punto di vista ero acceso, ed ero sempre alla ricerca di uno spiraglio per poter vivere la vita che volevo dove volevo, alla ricerca di una modalità, e non mi accontentavo di quelli che erano i canoni che mi venivano trasferiti dalla società.

Allo stesso modo se questo era un pro della mia vita in quel periodo, il contro era…per farti comprendere meglio, in formazione si parla spesso dell’esercizio della ruota della vita, in cui ci sono i dischi della vita che devi colorare da 1 a 10 in questo cerchio, per vedere quando equilibrata è la tua ruota.

E niente, a quei tempi la mia ruota era completamente sgangherata, perché avevo una pessima relazione di coppia, una pessima situazione economica e un pessimo rapporto con la mia famiglia, un difficile rapporto aziendale con i miei collaboratori che erano i miei amici di quei tempi.

Nel corso di questi anni ho sistemato la mia vita completamente, nel senso che ho costruito un ottimo rapporto con la mia famiglia e i miei genitori, mi sono sposato su una delle spiaggie più belle della Florida con Lorella, che oggi lavora con noi in Tribeke, dopo praticamente 4/6 mesi di fidanzamento, un matrimonio lampo.

Due anni dopo abbiamo fatto nascere Maya, nostra figlia, negli Stati Uniti, quindi applicando i consigli di Dan siamo riusciti a farla nascere con un doppio passaporto, quello americano e quello italiano; oggi con Trump non so quali siano i limiti di questa scelta, ma sta di fatto che già avere due passaporti e due cittadinanze ti permette di “giocartela”, dato che normalmente per ottenere una seconda cittadinanza dovresti lavorarci parecchio.

Quindi la mia relazione di coppia è migliorata, come anche la situazione economica: come se, rispetto a prima, si trattasse di due mondi paralleli e completamente diversi.

Ad oggi, vivo la vita che ho sempre sognato, con le persone che amo, che non sono solo mia moglie e mia figlia, ma anche Dan e Jenny, i loro figli e tutti gli altri Tribeker; viaggio in giro per il mondo, tipo l’anno scorso l’ho chiuso con 40 voli aerei totali, per quest’anno siamo già ad una decina, senza contare che in questi anni ho visitato circa 30 nazioni diverse.

È una vita piena sicuramente, che conduco con la visione di aiutare le persone e rendere questo mondo un posto migliore.

 

A fronte di quello che mi hai detto, che cosa suggeriresti alle persone e in particolare anche agli imprenditori che tutt’oggi sono nella situazione in cui eri tu e che sentono che c’è qualcosa di più, magari vorrebbero cambiare vita viaggiando insieme alle persone che amano, oppure cambiare proprio radicalmente una vita che in questo momento non consente loro di farli esprimere appieno?

Max: Innanzitutto, una precisazione: il viaggio e il viaggiare non è detto che piaccia a tutti.

Questo modello di vita non è adatto solo a chi desidera viaggiare tutto l’anno, ma anche a chi semplicemente desidera vivere in un posto specifico o anche magari esattamente dove sta vivendo oggi, ma vuole dedicare molto più tempo ed attenzione ai propri cari, alle persone che ama, alle proprie passioni, eccetera.

Quello che suggerirei è un esercizio che Dan fa fare spesso: fai un elenco delle ore delle attività che tutti i giorni fai, quindi prendi carta e penna e scrivi quante ore dormi, quante stai in ufficio, quante stai con tua moglie o marito e i tuoi figli, e guarda in modo più oggettivo possibile durante l’anno quali sono le attività a cui dedichi maggior tempo.

Poi prendi un altro foglio e metti semplicemente quelle che dici essere le priorità della tua vita, ovvero quali sono le cose importanti per te nella tua vita, e fai l’elenco.

A questo punto metti di fianco i due fogli: se la tua vita fosse veramente allineata dovresti trovare che la stessa scalata dall’attività n cui impegni più ore a quella in cui ne impegni meno, è uguale alla scalata dell’attività per te più importante a quella meno importante.

Per la maggior parte delle persone, i due fogli non fanno match: magari nella scala delle priorità i figli sono stati messi al primo al secondo al terzo posto, e poi invece si passa con loro solo mezz’ora al giorno.

Nel momento in cui, come imprenditore, vedi questo, è il momento in cui ti devi domandare profondamente che cosa vuoi veramente nella tua vita, considerando il fatto che (facciamo le corna) non è scontato che la mattina gli occhi si aprano.

Quindi nel momento in cui stai leggendo questa intervista, potrebbe anche essere che stasera sia l’ultima volta che vai a dormire: facendo questo tipo di pensiero, credi veramente che le cose più importanti siano quelle che stai facendo oppure è arrivato il momento di prendere in mano la tua vita e cambiarla decisamente?

Giulia Prato

Professionista del Team Tribeke, si occupa di marketing, ed è specializzata in copywriting.

È appassionata di tutto ciò che riguarda la scrittura e le parole in generale (parla 5 lingue) e con Tribeke realizza ogni giorno una vita straordinaria, viaggiando e vivendo dove vuole insieme alle persone che ama.

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