Diretta #radiotribeker 75

Oggi la diretta tratta di un aspetto importantissimo: parliamo del discorso di sapere da dove proveniamo per sapere dove vogliamo andare, che è un punto importante che trattai anche nel primo libro che io e Jenny abbiamo scritto nella nostra esistenza nel 1995, “La fonte e la faretra” che si trova online ma non si può più acquistare: proprio in una delle poesie scrivo “per sapere dove andare devi sapere da dove provieni”.

Molto interessante quello che è accaduto, ho ricevuto tantissimi messaggi in merito all’esperimento, ricevendo così il consenso delle persone, quindi io sono autorizzato a fare il lavoro che devo fare, fantastico.

Come faccio a scegliere poi il caso studio? Lo faccio artigianalmente con una boccia in cui metto il nome dentro e lascio che sia la dea bendata a scegliere la persona, perché ci sono tanti casi di studio diversi e tutti interessanti, io sono appassionato di quello che faccio e voglio aiutarti.

L’argomento importantissimo di oggi è che nella nostra esistenza manifestiamo determinate problematiche, cos’è il problema?

È una domanda che noi ci poniamo a cui non siamo stati in grado di dare una risposta, di conseguenza soffriamo perché non stiamo ottenendo ciò che desideriamo.

Ovviamente la domanda è sbagliata perché noi crediamo di farci la domanda giusta, quindi la persona cosa fa, cerca della risposta invece di cercare delle domande nuove.

Dovremmo farci delle domande differenti ma visto che la mente che ha generato il problema non è quella che può risolverla, devo cercare qualcuno che mi dia un feedback.

Un Tribeker ha piena coscienza che, per sapere dove vogliamo andare dobbiamo sapere da dove veniamo, ma da dove proveniamo? Dalle vite precedenti? Da altre cose?

Dalla cosa più semplice di questo mondo: proveniamo dall’utero di una persona che si chiama mamma, e quell’utero all’interno ci conteneva per 9 mesi, e all’interno di quell’utero è accaduta una magia, al di là della meccanica in sé che siamo tutti adulti e conosciamo: c’era un uovo che è stato fecondato da un piccolo girino e si è manifestata la magia della vita, fine della trasmissione.

Quello spermatozoo da dove arriva?

Arriva da un altro che si chiama papà, importantissimo per noi.

Mamma e papà ci hanno dato un pattern, cioè un programma, un progetto di vita fatto in un determinato modo, sempre uguale che si ripete all’infinito per generazioni e generazioni fino a quando qualcuno si sveglia.

Tu dici “Dan è possibile che qualcuno faccia la sempre le stesse cose?” Sì, non è solo possibile, ma è quello che emerge dallo studio scientifico della vita delle persone.

Nell’analisi transazionale hanno fatto uno studio che affonda le radici in tre-quattro generazioni precedente: la vita è sempre la stessa.

Ma come? C’è stata la guerra mondiale, il cellulare non c’era, c’erano le carrozze… Le persone realizzano sempre la stessa vita?

Sì, esiste un copione comportamentale, un copione ripetitivo che le persone mettono in campo in maniera automatica come dei robot senza accorgersene.

Credono di avere una vita completamente diversa, credono di essere ribelli quando si invece si adattano, credono di essere dei bambini liberi e in realtà non lo sono proprio per niente: tutte queste credenze non serviranno a nient’altro che manifestare la vita del genitore che stava sopra.

Esattamente cosa vuol dire? I miei genitori parlavano al telefono e noi parliamo al cellulare?

Gli strumenti cambiano, a te sembra di fare una vita diversa ma alla fine finirà nello stesso modo in cui è finito sopra, tanto più ti distacchi dei genitori, tanto più ripeterai la loro vita.

Prima di tutto tu devi conoscere bene i tuoi genitori, guardarli con attenzione e capire di non ripetere sempre gli stessi errori.

Se in questo momento credi di essere sveglio, devi svegliarti sul fatto di credere di essere sveglio, come fai a sapere di essere sveglio?

Non lo puoi sapere.

E come faccio a svegliarmi?

Non lo puoi sapere, devi lavorare e ad un certo punto ti rendi conto di esserti svegliato. Potrai raccontarlo ad altre persone? No.

Come fai a saperlo? Perché nella tua vita non otterrai più i risultati dei tuoi genitori.

Vuol dire che ti sei distaccato dai tuoi genitori: se hanno avuto una vita felice a livello di coppia ma infelice a livello economico, bene se tu avrai una vita felice di coppia e felice livello economico, saprai di esserti distaccato dal loro copione.

I miei genitori hanno avuto una vita importante a livello economico in cui hanno preservato delle riserve, hanno messo, da parte hanno costruito?

No, mio padre guadagnava anche tantissimo, ha fatto una grande scalata da dipendente Fiat ma non ha messo via un un centesimo.

Io e Jenny abbiamo una vita diversa senza dubbio, perché abbiamo costruito il nostro piccolo impero, non si parla di decine di bilioni di euro, ma un impero economico importante a livello statistico.

Quindi è chiaro che io ho costruito una vita diversa da quella dei miei genitori, invece i genitori di Jenny hanno costruito e hanno messo da parte, per lei è stato ripetere un pattern positivo dei suoi genitori in questa vita, io avevo un pattern negativo, l’ho cambiato e insieme abbiamo costruito un nuovo meccanismo, ma l’abbiamo costruito insieme.

Come fai a fare questa cosa qua?

Devi prima di tutto guarda i tuoi genitori con chiarezza prima di incontrarli, poi nell’incontrarli devi andare a fondo dei tuoi genitori, ti devi confrontare, devi prendere schiaffi in faccia, devi chiedere: Mamma, perché hai fatto questa cosa qui? Com’è la tua vita oggi? Come hai fatto a farla? Sei stata felice? Sei stata felice con papà? Come mai avete speso i soldi così?

Devi domandare ai tuoi genitori, passare del tempo con loro e poi decidere.

Cosa vuol dire decidere? Attenzione, decidi di frequentarli oppure no.

E come lo decidi?

Verifica una semplice cosa: quando stai insieme ai tuoi genitori stai bene, ti senti bene, ti senti felice di stare insieme a loro? Sono persone che ti aiutano a crescere, sono evolutive?

Ti faccio una domanda importante: se i tuoi genitori non fossero i tuoi genitori, tu continueresti a passare il tempo con loro? Li frequenteresti ancora se li incontrassi in un locale, in palestra?

Li frequenteresti oppure no?

Sono persone interessanti con cui ti senti bene?

Attento, se la risposta è no, non sono persone da frequentare.

So che può risultarti scioccante, ma se non ti senti bene con i tuoi genitori non prenderli per i fondelli facendo finta di star bene con loro e andando la domenica a pranzo: non solo non stai bene con loro ma li stai danneggiando.

Il fatto che siano delle persone a cui probabilmente vuoi bene ma non sono da frequentare è una bella differenza, smettila di prenderli in giro e smettila di frequentarli.

Cosa vuol dire, che non li vedi mai più?

No, non sto dicendo questo: vuol dire che ogni tanto li puoi vedere sapendo che starai male, prendendoti le tue responsabilità da figlio.

Non è che lo dico perché tu lo debba fare, ma per legge in Italia i genitori devono prendersi cura dei figli per tutta la loro vita e la stessa cosa per i tuoi genitori: se a 75 anni non si possono sostenere se ti chiedono aiuto e come figlio tu non li sostieni, ti possono fare causa per farsi sostenere.

Può sembrarti pazzesco, sta di fatto che l’Italia ancora oggi protegge i legami familiari fino a prevedere delle cause legali per fare in modo che uno sostenga l’altro, che ti piaccia o meno questa è la cultura italiana.

Detto questo, se invece tu ti senti bene e senti che sono evolutivi, senti che ti accrescono, va bene frequentali.

E a questo punto cosa puoi fare se non ti senti bene: prenditi la tua responsabilità come figlio, che ti piacciono o meno i tuoi genitori ti hanno aiutato, nessuno ci obbliga a frequentare persone che non vogliamo frequentare che tu senta il fatto di volergli bene è un altro discorso, c’è un punto: come loro ti hanno cresciuto e si sono presi nella responsabilità con le loro capacità, i loro limiti, hanno fatto ciò che erano in grado di fare, ora è il tuo momento di prenderti cura di loro eventualmente.

Metti che i tuoi genitori non siamo in grado di sostenersi in questo momento e tu hai realizzato una vita economicamente abbondante: sostienili, dagli una mano, non vuol dire passa il tempo con loro, vuol dire fai qualcosa che è importante per loro.

Poi vi vedrete una volta ogni 6 mesi ma è importante che tu ti prenda le responsabilità perché loro l’hanno fatto prima con te quando eri piccolo.

È importante confrontarsi con loro, se uno dei due è mancato devi fare leva con quello che hai vivo, se sono morti tutti e due è il momento di andare al cimitero alle loro tombe, di parlare, di prendere loro fotografie in mano, chiedere ai nonni o ai fratelli e sorelle, scrivi a loro una lettera: è il momento di prendersi cura di questa cosa cercando di capire il pattern, è questa la cosa importante che si sta ripetendo continuativamente e dal quale non riesci ad uscire.

Giulia Prato

Professionista del Team Tribeke, si occupa di marketing, ed è specializzata in copywriting.

È appassionata di tutto ciò che riguarda la scrittura e le parole in generale (parla 5 lingue) e con Tribeke realizza ogni giorno una vita straordinaria, viaggiando e vivendo dove vuole insieme alle persone che ama.

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