Iniziamo subito con un argomento controverso: l’industria della carne.
Bene, ora invece parliamo di libertà.
Per anni va avanti il dibattito “carne sì, carne no”.
C’è chi dice che fa male e chi dice che fa bene.
Eppure entrambi falliscono di vedere il vero problema: non c’è nulla di male nel mangiare carne (anche se io non lo faccio).
Ma c’è di male nel contribuire ad un abuso.
E sai perché?
Ci sono svariati motivi.
Il primo è che, gli animali, soprattutto mucche e maiali, che sono animali di grossa stazza e con un sistema emotivo molto più complesso, nonostante abbiano emozioni e sentimenti le multinazionali hanno deciso che per loro i diritti non valgono.
Picchiare un cane?
Un abominio.
Torturare una mucca?
Un accadimento normale, anzi, necessario.
Quindi questa storia ti racconta che: la libertà viene dopo i soldi e il profitto economico.
Altrimenti perché secondo te le aziende continuano ad usare persone sottopagate in ambienti di lavoro che violano i loro diritti?
Semplice: i soldi.
Sono i soldi a definire le libertà, e se sei del terzo mondo o non hai la capacità di parola (come un animale) allora vieni classificato come essere che, per usare parole industriali, è “un animale”, ovvero non ha diritto né ad emozioni né ad una vita dignitosa.
Ma chi lo dirà al cucciolo nel video, che sta solo pensando a confortare il suo fratellino morto, mentre la madre è in una gabbia vicina rinchiusa a fare altri maialini 24h su 24h e ingrassare per essere macellata meglio?
Alla fine va bene così.
E di chi è la responsabilità qui?
Ti faccio una contro domanda: chi permette loro di fare soldi?
Se nessuno consuma, nessuno compra.
Il mercato viene dettato dai consumatori e i consumatori sono dettati dal mercato.
Forse la questione non tocca anche chi consuma questi prodotti di abuso, tortura e carnefice, e forse non lo farà neanche questo post.
Ma forse appena vedono un video di un cane maltrattato correranno a condividere la notizia per aiutarlo.
E allora sempre tutti pronti a mettere faccine che piangono.
Il tutto mentre si mangiano una bistecca proveniente da un animale separato dalla madre alla nascita, che a volte muore di infezioni alla gola per il tanto gridare di sofferenza alla separazione e che ha vissuto la sua intera vita chiuso in uno spazio piccolo e sporco, nutrito solo da antibiotici e cereali e che non ha mai visto la luce del sole.
E neanche sto esagerando, anzi, l’ho dipinta quasi come pulita come vita, senza parlare di tutte le complicazioni di salute che vive come l’ingrossamento degli organi.
E cosa è cambiato postando quella notizia?
Niente, anzi. Però almeno si sentono meglio.
E sicuramente guarderanno con orrore anche questo video per poi riprendere a mangiare la costoletta.
Mangiare una volta meno carne?
Non fa scalpore. Non fa traffico. Non ti fa solidale sui social!
Anzi, ti rovina solo la vita sociale.
Mangiare è un diritto come lo è cacciare o se vuoi ancora allevare degli animali come si faceva un tempo.
Ancora ancora.
Ma questo?
Questo non è abuso e tortura legalizzata?
Tu cosa ne pensi?