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Guida al prepping in 10 passi (terza parte)

Questa è la terza parte dell’articolo “Guida al prepping in 10 passi”. Qui vedremo i punti dal 7 al 10, che sono:

7. Impara nuove skill

8. Piani di emergenza

9. Simulare

10. Gruppo e rete sociale

7. Impara nuove skill 

Qualsiasi esperto di sopravvivenza o prepping potrebbe inorridire a vedere il capitolo “impara nuove skill” al settimo punto, ma questo riflette una semplice verità.

È molto più semplice comprare un oggetto che addestrarsi e prepararsi, ed una buona partenza per una preparazione civile è minimo risultato, massimo sforzo.

Imparare delle skill richiede dedizione, volontà, tempo e interesse, tutte caratteristiche che non sono comuni a tutti quando parliamo di medicina d’emergenza, combattimento, agricoltura, pianificazione strategica e così via dicendo.

Come sempre, partire dalle attività più difficili è il modo perfetto per non fare niente.

Ecco perché in un buon prepping civile il punto migliore da cui partire è acquistare risorse e capire le basi di un buon atteggiamento, e poi spostarsi sulle abilità.

Detto questo, le abilità sono inevitabilmente il fattore decisivo fra un piano ben riuscito ed uno fallito, in qualsiasi cosa che facciamo nella nostra vita!

Qui alcune skill fondamentali per un prepper da apprendere (ovviamente né la lista né i sottopunti sono lontanamente esaustivi ma bensì indicativi):

  • Gestione di crisi: come agire in caso di crisi, come mettere in sicurezza un luogo, contattare le forze dell’ordine in maniera efficace, come evitare di mettersi in ulteriore pericolo.
  • Comunicazione: saper comunicare in maniera ordinata ed efficace, diplomazia, coordinazione di gruppi e leadership, de escalation, negoziazione.
  • Difesa: mentalità difensiva, capacità di evitare conflitti, combattimento a mani nude o con armi da contatto / improvvisate, uso di armi da fuoco, tattiche base singole e da piccoli gruppi, storia e psicologia del conflitto umano.
  • Pronto soccorso: gestione sanguinamenti catastrofici (arteriosi), manovra di heimlich, posizione di sicurezza, massaggio cardiaco, gestione ferite minori, gestione contusioni e fratture.
  • Cucina e cibo: preparazione e stoccaggio alimenti, cucina improvvisata, riconoscimento di piante commestibili, preparazione selvaggina.
  • Navigazione: utilizzo mappe, gps, stelle e sole con orologio, bussola con e senza mappa.
  • Gestione gruppi: dinamiche comportamentali, identificazione archetipi e mentalità, leadership, divisione attività e controllo.
  • Utilizzo veicoli: guida d’emergenza, mantenimento automobile o moto, uso di veicoli alternativi.

La lista potrebbe continuare all’infinito, ma queste sono solo alcune delle categorie più importanti – come la capacità di gestire le ferite quando non c’è possibilità di intervento medico immediato, un’abilità che può fare la differenza fra la vita e la morte anche nella nostra quotidianità.

Ciò che devi tenere a mente è l’importanza che le abilità hanno nella tua preparazione personale (o in qualsiasi altro ambito nella nostra vita), considerando che un martello non fa di un uomo un fabbro né una ferrari fa di lui un pilota.

Gli strumenti sono oggetti specializzati che richiedono abilità, quindi nel momento in cui vuoi seriamente essere preparato o preparata, hai bisogno di allenarti ed addestrarti.

8. Piani di emergenza

Questo è particolarmente importante se hai una famiglia, anche se ovviamente più complesso dei punti precedenti.
Man mano che diventi sempre più abile, diventa imperativo elaborare un piano chiaro su cosa fare durante un disastro o una situazione di emergenza. Alcune delle cose fondamentali da includere nel tuo piano sono:

  • piano di comunicazione
  • punto d’incontro
  • punto d’incontro B
  • contatti di emergenza
  • procedure per specifici tipi di disastri (incendi, allagamenti, terremoti, disordini civili, ecc.)

I piani possono essere micro, ovvero per situazioni specifiche e limitate come un incendio, o macro, ovvero in caso di situazioni estese come il collasso della rete elettrica a tempo indefinito.

Servono a ridurre le problematiche indotte dall’errore umano, soprattutto in caso di situazioni di estremo stress dove la nostra capacità di elaborare dati con efficacia è estremamente ridotta.

Il miglior modo con cui puoi costruire un piano è seguendo questi passi:

  • Perché?
    Qual’è lo scopo del piano? a cosa deve rispondere e quale situazione deve risolvere?
  • Chi?
    Chi è coinvolto in questo piano?
  • Cosa?
    Cosa bisogna fare? Con quale obiettivo?
  • Come?
    A cosa bisogna fare attenzione? Con quali procedure bisogna agire?
  • Dove?
    In quale luogo, verso o lontano da dove bisogna muoversi?
  • Quando?
    In quali momenti e in quali tempistiche bisogna agire?

I piani devono essere semplici, chiari per tutti, evitando complessità inutili, affinché tutti sappiano cosa fare. 

9. Simulare

Avere un piano è un buon inizio, ma devi fare pratica con il tuo piano. Esegui esercitazioni del piano per assicurarti che tutti capiscano cosa fare. Le esercitazioni aiuteranno anche a evidenziare eventuali buchi o punti deboli nei tuoi piani.

Non solo, ma la simulazione ti servirà ad iniziare un pattern, uno schema nella tua testa che dice: “É possibile che accada questo scenario”. Accettando l’eventualità, potrai sviluppare uno schema psicologico pre fatto che funge da pilota automatico in caso di emergenza.

È lo stesso processo utilizzato da militari, forze dell’ordine e unità di pronto soccorso da decenni. 

Una simulazione interessante è provare a fare 1, 2 o anche 3 giorni senza elettricità in casa e vedere cosa succede.
Avevi abbastanza candele e batterie per le tue torce? Sei riuscito a cucinare i tuoi pasti senza elettricità? Come è cambiata la tua giornata?

Inoltre le simulazioni possono portare nel prepping un fattore spesso sottovalutato ma fondamentale: il divertimento!

Può sembrare assurdo pensare al divertimento quando si parla di catastrofi o emergenze, eppure se guardiamo la cultura mediatica occidentale non c’è dubbio.

Guerre, morti, catastrofi, apocalissi e combattimenti sono in testa ai film, videogiochi e serie TV con il maggior successo mondiale (vedi: The Walking Dead), e per buoni motivi.

Tutte queste situazioni stimolano in noi emozioni e sensazioni primitive, istintive e potenti che ci fanno sentire vivi, connessi con un mondo che non è più solo fatto di prestiti in banca, lunghi contratti, accordi commerciali e pagine di burocrazia.

La simulazione è un ottimo modo quindi per rendere interessante un argomento altrimenti troppo serio, ed il divertimento è un ottimo modo per imparare! 

10. Gruppo e rete sociale 

Nel prepping c’è un fattore che forse più di ogni altra cosa, persino l’acqua, può significare la differenza fra il successo e il fallimento.
Le persone!
Una persona capace, abile e preparata nel tuo gruppo potrebbe essere in grado di salvare tutti quanti in situazioni imprevedibili.
Così come una persona incapace, disattenta o con intenti disonesti potrebbe mandare all’aria anche il piano migliore che ci sia.
Le persone sono imprevedibili, potenti, misteriose e ovviamente, importanti.
Pensare di sopravvivere da soli è tendenzialmente assurdo, soprattutto se pensiamo al lungo termine – questo non vuol dire che non sia possibile, come dimostrato da situazioni estreme, ma il costo è terribilmente alto (se si ha successo ovviamente).
Un aspetto quindi da curare con particolare attenzione nella tua preparazione è il tuo gruppo, la tua rete sociale, a partire dal nucleo familiare più ristretto.

  • Tua moglie o tuo marito sono allineati con te? I tuoi figli? O altri parenti vicini?
  • I tuoi amici sono a conoscenza del tuo piano di emergenza?
  • Se hai delle armi, le sanno usare tutti?
  • Sai se un vicino particolarmente losco e schivo è armato, o sa che hai delle armi?
  • Hai dei contatti con le forze dell’ordine, pompieri o carabinieri?
  • Conosci i tuoi vicini o sai che tipo di persone sono? Se qualcuno vive in povertà?
  • Nel tuo gruppo ci sono persone con abilità particolarmente utili in caso di emergenza?
  • Vivi in una zona particolarmente affollata o più isolata? Quante persone vivono nei paraggi?

Tutte queste ed altre domande necessitano di risposte, perché se c’è una cosa che ogni film, libro e videogioco apocalittico ci hanno insegnato, è che le persone sono il singolo fattore più importante ed in contemporanea pericoloso.

Non considerare questo fattore vuol dire essere preparati in ogni singolo dettaglio, con cibo per anni ed armati fino ai denti, per poi avere tua moglie o marito che apre la porta nel momento sbagliato o corre a fare benzina durante un disordine civile.
Ed il piano salta in aria.

Le persone sono la tua salvezza, o la tua fine; sta a te sceglierlo.


E SE (NON) FINISSE IL MONDO?

La domanda di ogni prepper o persona che si approccia a questo mondo.
Cosa farò se finisse il mondo?
O anche,
Cosa farò se NON finisse il mondo?

Purtroppo per alcuni prepper, la preparazione diventa uno status quo, e la previsione della fine del mondo diventa una questione di credibilità morale.

Non possono accettare l’idea che non accada qualcosa.

Per altri invece una preoccupazione eccessiva in cui ogni giorno si chiedono che cosa fare se domani “finisse tutto”, preoccupati di non essere mai abbastanza.

Non possono accettare l’idea che accada qualcosa.

La verità è che il vero prepper equilibrato non si posiziona in nessuno dei due estremi, e soprattutto non sarà mai parte delle persone che dicono: “ma cosa vuoi che accada!” oppure “Anche se fosse, non ci puoi fare niente”.

Il vero prepper è saggio, moderato, capace e ovviamente, preparato, a partire dalla testa e dalle proprie decisioni di vita.

Sa che è importante tenere un estintore in casa perché un incendio è molto più pericoloso di un’apocalisse zombie.

Sa che è importante gestire un’emorragia perché è molto più pericolosa di un invasione aliena.

Sa che è importante guidare entro i limiti di velocità, senza bere alcol o usare il cellulare, perché gli incidenti in auto uccidono ogni anno più persone di tutti i conflitti armati e violenze in tutto il mondo.

Sarebbe tristemente ironico avere scorte per sopravvivere alla fine del mondo, per poi guidare in maniera sconsiderata, mentre scrivi al telefono e dopo una birra, non trovi?

Eppure è ciò che moltissime persone fanno ogni giorno, inconsapevoli di essere la causa della loro apocalisse personale – e purtroppo, spesso anche della loro famiglia.

In un mondo sempre più in rapida evoluzione, dobbiamo essere altrettanto veloci ad adattarci ad un panorama multiforme come il nostro, ricordando le parole di Alvin Toffler:

“Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere o scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare, e imparare di nuovo.”

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